I pancake di banana senza uova e farina d’avena sono una colazione leggera e sostanziosa. Si fanno senza sbattitore, in poco tempo e senza sporcare troppo, e si adattano a qualsiasi tipo di topping.
Perché la banana sostituisce le uova
La banana matura schiacciata ha la stessa funzione dell’uovo nella pastella: porta umidità, e aiuta a legare, oltre a funzionare da dolcificante. Non è un sostituto perfetto per tutte le preparazioni che non usano uova, ma nei pancake funziona alla grande perché non serve struttura elastica. Basta qualcosa che tenga insieme la pastella in cottura.
Se ti interessa capire quando usare la banana come “parte umida” nei dolci vegani e quando invece è meglio yogurt, mela, zucca o tofu vellutato, ti lascio anche la guida su come sostituire le uova nei dolci vegani a impasto diretto.
Pancake di banana senza uova: quanti ingredienti servono davvero
Banana e farina d’avena sono la coppia protagonista. Avremmo forse potuto fermarci lì, per vincere la gara di usare pochi ingredienti, ma perché privarci della sofficità che regala un pizzico di lievito? Aggiungiamo anche latte vegetale e sale: cinque ingredienti in tutto, ma probabilmente li hai già in casa senza fare la spesa apposta. Il latte regola la consistenza della pastella, il lievito dà sofficità, il sale esalta tutto il resto.
Come capire quando girare i pancake
Aaaaah, l’unica parte difficile quando si fanno i pancake. Ma basta sapere una cosa: devi aspettare che i bordi siano asciutti e che si formino piccole bollicine in superficie. Solo allora è sicuro girarli senza romperli. Sappi che il centro resterà sempre un po’ morbido dopo la cottura: è normale quando si usa la banana, non è impasto crudo. Per questo è meglio creare dei pancake un po’ più piccoli, in modo che la parte centrale sia un’area ridotta.
Senza lievito diventano delle specie di crespelle alla banana. Buone lo stesso, ma secondo me la fluffosità del pancake è imbattibile. Non ometterlo.
Abbinamenti e topping
Dato che non abbiamo aggiunto zucchero nell’impasto, meglio abbinare un topping dolce. Crema al cioccolato, frutti di bosco, burro di arachidi, sciroppo d’acero o d’agave: tutti ottimi. Evita topping molto liquidi perché la pastella è già morbida e un topping acquoso ammorbidisce ulteriormente.
Conservazione e riscaldo
Si mangiano meglio al momento. Se ne avanzano, conservali in frigo in un contenitore chiuso per un giorno al massimo. Il giorno dopo, scalda su padellino antiaderente caldo a fuoco basso per 1-2 minuti per lato. Non congelare.