Sono Meg, all’anagrafe Margherita Venanzini, e Meg Cucina Veg è il mio quaderno di ricette. Ho i capelli rosa e un approccio nerd un po’ a tutto, anche in cucina: provo, cerco di capire e continuo a migliorare le ricette che preparo, con piatti buoni da rifare e spiegazioni per orientarti tra ingredienti e passaggi.

La mia storia con il cibo e come ho imparato a cucinare

Per molto tempo il cibo, per me, è stato tutt’altro che una passione. Fin da piccola mangiavo davvero poche cose: certi sapori, certe consistenze e perfino il colore scuro di alcuni cibi bastavano a convincermi a non assaggiare nulla oltre quei pochi cibi che già conoscevo. E soprattutto, ricordo che masticavo i piatti di carne a lungo, senza riuscire a mandarli giù. Mi facevano senso, ero consapevole che quello fosse un animale morto, trovavo inconcepibile che si potesse mangiare un essere vivente.

Il mio rapporto con il cibo è stato complicato anche in altri modi, per esempio ho attraversato periodi in cui mi imponevo molte restrizioni e altri in cui facevo fatica a prendermi cura di ciò che mangiavo.

A ventidue anni mi sono ritrovata improvvisamente senza mamma. Fra le cose di cui ho dovuto occuparmi c’era anche cucinare, e non sapevo da dove cominciare. Per mio padre mi affidavo soprattutto ai pasti pronti; a quello che mangiavo io dedicavo ancora meno attenzione.

Ho cominciato a imparare più avanti, un po’ alla volta: cercando ricette, guardando altre persone cucinare e chiedendo quello che non sapevo. Poi provando, riprovando e sbagliando, parecchio. Osservare gli errori mi aiutava a capire cosa cambiare al tentativo successivo.

Piano piano ho scoperto che potevo intervenire su molte delle cose che mi rendevano difficile assaggiare un piatto. Un ingrediente cambia consistenza se lo cucini in un altro modo; puoi frullarlo, tagliarlo diversamente o abbinarlo ad altro, e con lui cambiano anche sapore e colore. Non dovevo per forza farmi piacere qualcosa che trovavo difficile, ma potevo cercare un modo di prepararlo che mi facesse venire voglia di mangiarlo. E cucinare ha cominciato ad essere un atto di cura, di amore, e man mano mi piaceva sempre di più dedicare tempo e attenzione a qualcosa di buono, per me o per qualcuno a cui voglio bene. È diventato un modo di dare affetto, e di riservarne anche a me.

Perché scelgo la cucina vegetale

Mangiare carne o pesce, per me, è fuori discussione. Non mi piace l’idea di mangiare animali o di sfruttarli, e mi sta a cuore anche l’impatto ambientale di ciò che mangiamo.
Non posso definirmi vegana al 100%, anche se oggi la mia cucina va sempre più verso il vegetale.

Credo sia più utile rendere la cucina vegetale una scelta praticabile per tante persone che chiedere a tutti di cambiare tutto o niente. Vorrei che mangiare vegetale potesse diventare per quante più persone possibile un’abitudine sostenibile anche per la persona, per la sua salute mentale e fisica, per più tempo possibile. Se serve, anche con qualche eccezione. Per questo motivo ho pensato questo sito anche per chi comincia a mangiare vegano da qualche pasto, non solo a chi ha già preso la sua direzione.

Per quanto mi riguarda, non voglio che la mia alimentazione sia più un insieme di regole rigide, perché ne ho già avute abbastanza.
Voglio scrivere ricette dando più spazio alla cucina vegetale continuando ad assaggiare, a scoprire cose che mi piacciono e a vivere il cibo con piacere.

Il mio metodo: capire, cucinare, condividere

Sono una nerd da molto prima di appassionarmi alla cucina. Ho cominciato a usare il computer all’asilo, negli anni Ottanta, e nel 1998 ho creato il mio primo sito: raccoglieva soluzioni di videogiochi. Oggi creare siti è il mio lavoro. Mi è rimasta la voglia di capire come funzionano le cose: partire dal risultato, smontarlo e ricostruire i passaggi che ci sono dietro. In cucina faccio lo stesso.

Quando assaggio un piatto che mi incuriosisce, lo «smonto» mentalmente: provo a riconoscere gli ingredienti e a immaginare come sono stati lavorati. A volte mi fermo davanti a un prodotto al supermercato, leggo la lista degli ingredienti e comincio a pensare a come potrei prepararlo io. Non sempre invento da zero: parto anche da idee trovate altrove e ci lavoro sopra finché il risultato mi piace.

Quando scrivo le ricette cerco di non dare per scontati i passaggi che all’inizio mi lasciavano piena di domande: cosa osservare, quando fermarsi, cosa cambia se usi un altro ingrediente.

Cucinare è anche il modo in cui esprimo la mia creatività: lavorare su sapori e consistenze, creare qualcosa di bello e buono, farlo assaggiare. Quando un piatto mi entusiasma mi viene voglia di raccontare come ci sono arrivata. Dedicarmi a raccontare come cucino è stato un passo naturale.

Meg Cucina Veg: il mio quaderno di ricette

Le idee arrivano al mercato del martedì mattina, magari davanti a un ingrediente che non ho mai cucinato. Oppure scorrendo i social e pensando «io avrei fatto così», da un piatto assaggiato al ristorante che vorrei rifare a casa o dalla voglia di rendere vegetale una ricetta che non lo è.

Anche mangiare fuori ha cambiato significato. Per molto tempo l’ho evitato: mangiare le cose «di tutti» era difficile, non mi fidavo e mi vergognavo di farmi vedere mangiare. Oggi è anche un’occasione per scoprire sapori nuovi e portarmi a casa uno spunto da provare in cucina.

Scrivo, provo e modifico le ricette. Quando le pubblico hanno già preso forma, ma continuo a cucinarle e ad aggiustarle: una dose da correggere, un passaggio da chiarire, una consistenza che mi piace di più.

Questo sito è davvero il mio quaderno di ricette: ci torno anch’io per ritrovare le dosi e aggiorno le schede con i cambiamenti che faccio. Anche le funzioni “nascoste” del sito, come quella per segnare i passaggi completati e copiare la lista degli ingredienti nascono da quello che mi serve mentre cucino.

Il bello è quando le cucini tu

Mi piacciono le ricette che, dopo averle provate, entrano nelle tue abitudini: le rifai per cena, le prepari per qualcuno, torni a cercare le dosi perché ti erano piaciute. Non mi basta mostrarti un bel piatto in video: voglio che ti sorprenda all’assaggio, quando l’hai cucinato tu.

Ci sono ricette per tutti i giorni e per le occasioni speciali. Alcune sono veloci, altre chiedono più tempo o un ingrediente meno comune: in quel caso ti spiego a cosa serve e, quando si può, come sostituirlo.

La cucina vegetale non deve essere per forza fit, light o clean. Può essere cremosa, croccante, speziata, unta quanto serve e soprattutto buona. Mangiare veg non significa accontentarsi di due verdure scondite.

Non divido gli alimenti in «giusti» e «sbagliati»: mi interessa come mangio nel suo insieme, non dare un voto a ogni piatto. E in quell’insieme c’è spazio per la soddisfazione: scegliere qualcosa perché mi piace, senza doverlo giustificare come uno sgarro.

E non voglio dover vendere un rene per il tempeh fermentato 28 mesi, marinato nel decotto di semi di rosa smeraldina e spolverato di forfora di unicorno. Mi interessano ingredienti reperibili e preparazioni che abbiano senso: se uso qualcosa di meno comune, deve esserci un motivo.

Gusto e sostanza

Mi piace sapere cosa c’è nel piatto, ed è per questo che inserisco anche i valori nutrizionali delle ricette: per informare, non per trasformare ogni ricetta in una gara di proteine o promettere che sia da dieta.

Legumi, tofu, tempeh, seitan, frutta a guscio e semi sono ingredienti con cui cucinare, non soltanto risposte alla domanda «e dove prendi le proteine?». E se un formaggio vegetale è quasi solo olio solidificato con un pizzico di curcuma, non è quello che cerco: mi viene voglia di preparare un’alternativa che mi soddisfi di più anche nella composizione.

Cosa trovi sul mio sito

Ricette

Vegetali e buone per tutti, anche per gli onnivori.

Ingredienti

Cosa sono, come si usano e come si comportano nelle preparazioni.

Consigli per la cucina veg

Sostituzioni, tecniche e accorgimenti che ti semplificano la vita.

Raccolte

Ricette raggruppate per occasione o ingrediente.

Ricette vegetali, anche per onnivori

Per chi è veg da sempre, per chi lo è da ieri e per chi vuole mangiare meno carne o semplicemente provare qualcosa di buono. Non serve conoscere già ingredienti e tecniche: alcuni sembrano strani, certi procedimenti macchinosi, e li affrontiamo un passaggio alla volta. L’obiettivo è trovare ricette che ti venga voglia di cucinare, mangiare e rifare.

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