Crescia sfogliata senza strutto vegana

Sono di Pesaro, e la crescia sfogliata senza strutto mi riporta alle gite a Urbino con i miei genitori: non è solo una cosa buona, è un sapore con un posto preciso nella memoria. Per anni è stata l’ultima ricetta con strutto a cui ho fatto fatica a rinunciare. Questa è la mia versione 100% vegetale: croccante al morso, tenera dentro, con la sfogliatura a strati.

Metodo di cottura: Padella
Difficoltà:
Contenuti della Ricetta
Pronto in 1 Ora 40 Minuti
Prep 30 Minuti 30m
Riposo 40 Minuti 40m
Cottura 30 Minuti 30m

Ingredienti

6
cresce

Per l'impasto

Per sfogliare

Sostituzioni ingredienti

  1. Bevanda di soia → latte vaccino: usa la stessa quantità. In questo caso la crescia è vegetariana, non vegana.

Per una versione vegetale molto fedele all’originale

  1. Per sfogliare: al posto dei 60 ml di olio d’oliva usa 40 g di olio di cocco deodorato e 15 g di olio d’oliva. I 45 ml di olio per l’impasto restano invariati.
  2. Per l’impasto: sciogli 1 cucchiaino di lecitina di soia nei liquidi e aggiungi alla farina un pizzico di curcuma in polvere.
  3. Per il sale: sostituisci i 5 g di sale con 2,5 g di sale normale e 2,5 g di sale Kala Namak.

Più sotto trovi una spiegazione esauriente.

Procedimento

  1. Mescola la farina, il sale e il pepe in una ciotola e fai un buco al centro. In una caraffa mescola l’acqua e la bevanda vegetale di soia, poi versale nella farina insieme all’olio. Impasta prima con una forchetta, poi a mano, fino a incorporare tutta la farina e formare un panetto.
  2. Forma una palla, copri con pellicola o con un canovaccio umido e lascia riposare 30 minuti a temperatura ambiente.
  3. Dividi l’impasto in 6 palline uguali e stendi ciascuna su un piano infarinato in una sfoglia di circa 25 cm di diametro e 2-3 mm di spessore.
  4. Sovrapponi le sfoglie, distribuendo un velo di olio d’oliva tra una e l’altra.
  5. Stendi le sfoglie sovrapposte con il matterello, fino a ottenere un rettangolo di circa 40 x 60 cm. Se l’impasto si ritira, coprilo e lascialo riposare 5-10 minuti prima di riprendere.
  6. Spalma un altro velo di olio d’oliva sulla sfoglia grande e arrotolala su se stessa formando un rotolo stretto.
  7. Avvolgi il rotolo nella pellicola e lascialo riposare in frigorifero per 10 minuti.
  8. Taglia il rotolo in 6 pezzi. Gira ogni pezzo con il lato tagliato verso l’alto e stendilo con il matterello su un piano infarinato in un disco di circa 24 cm di diametro e 3 mm di spessore.
  9. Scalda un testo romagnolo, una piastra o una padella a fuoco medio-alto. Cuoci ogni crescia 2 minuti per lato, finché compaiono macchie scure sulla superficie.
  10. Man mano che le cresce sono pronte, impilale e coprile con un canovaccio per mantenerle morbide e calde.

Conservazione

  1. A temperatura ambiente: le cresce si conservano per qualche ora, impilate e coperte con un canovaccio.
  2. In frigo: si mantengono 1 giorno, ma perdono la consistenza sfogliata.
  3. Come riscaldarle: per farle tornare fragranti riscaldale su un testo caldo o in padella senza olio, 1-2 minuti per lato.
  4. Congelamento: puoi congelare le cresce già stese e cotte per due terzi del tempo. Quando vorrai mangiarle, mettile ancora congelate su un testo molto caldo e finisci di cuocerle. Saranno come appena fatte!

Domande Frequenti

Per la mia crescia sfogliata senza strutto uso solo olio d’oliva: la sfogliatura nasce dal modo in cui lavoro l’impasto. Sovrapponi sei sfoglie sottili con un velo d’olio tra una e l’altra, le stendi insieme e arrotoli la sfoglia grande. Poi tagli il rotolo in sei pezzi e stendi ogni pezzo per formare una crescia. L’olio aiuta a separare le sfoglie: in cottura la crescia diventa croccante fuori e resta tenera dentro.

Crescia sfogliata senza strutto: perché strati sovrapposti e non a chiocciola

La crescia sfogliata di Urbino, nelle Marche, si prepara con uova, strutto e abbondante pepe nell’impasto. Di solito si lavora a chiocciola: si stende ogni pallina, si spalma la sfoglia di grasso, si arrotola e si avvolge il rotolo a spirale.

Ho imparato un altro metodo osservando lavorare i chioschi a Urbino: si sovrappongono le sfoglie, si stendono insieme, si arrotolano e si taglia il rotolo. L’ho provato a casa e la crescia viene ancora più fragrante. Nella chiocciola il grasso resta tra le spire; nei pezzi tagliati gli strati sono esposti e il grasso esce a contatto con la piastra, friggendo gli strati e rendendoli croccanti.

Se preferisci la chiocciola descritta sopra, usa lo stesso impasto: una volta formate, avvolgi le chiocciole nella pellicola, lasciale riposare 30 minuti in frigo e poi stendile fino a circa 3 mm prima di cuocerle.

Il pepe dà all’impasto della crescia di Urbino il suo carattere deciso. Anche nella mia crescia sfogliata senza strutto ne metto 4-5 g su 500 g di farina, circa due cucchiaini.

Se cerchi una preparazione più semplice e senza sfogliatura, prova la mia piadina romagnola vegana: ha meno passaggi ed è pronta in meno tempo. Con il suo impasto puoi preparare anche i cascioni vegani.

Crescia sfogliata senza strutto: il mio metodo di sfogliatura per una versione vegana più vicina alla tradizione

La ricetta base con l’olio d’oliva è già buona così. Se vuoi avvicinarti ancora di più alla crescia tradizionale, che contiene strutto e uova, parti dalla stessa ricetta e prova queste modifiche. Ho provato anche questa versione: ogni ingrediente aggiunto ha una funzione precisa.

Olio di cocco deodorato al posto dello strutto

Lo strutto è un grasso solido: spalmato sulle sfoglie, aiuta a tenerle separate. L’olio d’oliva, essendo liquido, si distribuisce diversamente. Per avvicinarti alla sfogliatura tradizionale, sostituisci i 60 ml di olio d’oliva con 40 g di olio di cocco deodorato e 15 g di olio d’oliva. Amalgamali fino a ottenere un composto morbido e spalmabile, poi distribuiscilo tra le sfoglie sovrapposte e sulla sfoglia grande prima di arrotolarla. Scegli l’olio di cocco deodorato: è raffinato e trattato per eliminare gran parte dell’aroma di cocco, mentre quello non deodorato lascia il suo sapore sulla crescia. La raffinazione alza anche il punto di fumo rispetto all’olio di cocco non raffinato: va bene per la cottura in padella, senza lasciarlo fumare. Dal punto di vista nutrizionale resta un grasso ricco di acidi grassi saturi.

La lecitina di soia nella crescia sfogliata senza strutto

Il tuorlo contiene lecitina, un emulsionante che aiuta a distribuire insieme acqua e grassi. Sciogli 1 cucchiaino di lecitina di soia nell’acqua e nella bevanda vegetale prima di versarle nella farina: riprende questa funzione e aiuta a rendere l’impasto più omogeneo. Non sostituisce tutte le caratteristiche dell’uovo: per richiamarne il colore e il sapore uso la curcuma e il sale Kala Namak. La lecitina di soia si trova nei negozi di alimenti biologici e, in alcuni supermercati, nel reparto degli integratori.

Curcuma e Kala Namak per il colore e il sapore dell’uovo

Aggiungi alla farina un pizzico di curcuma in polvere per richiamare il giallo del tuorlo. Dei 5 g di sale previsti dalla ricetta, usa 2,5 g di sale normale e 2,5 g di sale Kala Namak: i suoi composti solforosi ricordano il sapore dell’uovo. Mescolandolo al sale normale la nota resta più delicata e si ammorbidisce ulteriormente in cottura.

Se l’impasto si ritira mentre lo stendi

Mentre stendi la crescia sfogliata senza strutto, l’impasto può ritirarsi appena smetti di spingere con il matterello. Non forzare: il glutine, la rete di proteine che si forma quando la farina incontra i liquidi, è elastico e tende a tornare indietro. Se insisti, la sfoglia si strappa o si ritira ancora. Copri l’impasto sul piano e lascialo riposare 5-10 minuti: il glutine si rilassa e la sfoglia si lascia stendere.

Valori nutrizionali

Per porzione 433 kcal

  • Carboidrati64.5 g
  • Proteine9.7 g
  • Grassi16.9 g
  • Fibre1.8 g
  • Zuccheri1.6 g
  • Sodio336 mg
Margherita Venanzini

Ciao, sono Margherita, per tutti Meg.

Questo è il mio quaderno di ricette plant based: le invento, le faccio abitualmente, le aggiusto e te le spiego con cura perché vengano bene anche a te.
Sono ricette per tutti i giorni, per occasioni speciali o da provare quando hai voglia di sperimentare.
Per chi è vegano, ma anche per chi vuole semplicemente portare in tavola qualcosa di buono.

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