Con questa ricetta di pizza napoletana lunga lievitazione forno Ariete prepari a casa una pizza perfetta: cornicione alto e soffice, base croccante come in pizzeria. Un forno a conchiglia Ariete (o simili) e un impasto ad alta idratazione maturato in frigorifero ti permettono di ottenere un risultato professionale in soli 4 minuti di cottura.
In questa guida completa ti spiego passo dopo passo la tecnica per gestire l’alta idratazione, i segreti della doppia lievitazione e le regole d’oro per la cottura ad alta temperatura. Sforno pizze in casa da anni e ho provato decine di varianti: questa è la ricetta che dà i risultati migliori.
Questa ricetta rispetta i principi della tradizione napoletana: secondo l’Associazione Verace Pizza Napoletana, l’impasto deve maturare lentamente e cuocere a temperature altissime. Il forno Ariete ti permette di replicare queste condizioni a casa, senza spendere troppo in un forno professionale.
Pizza napoletana lunga lievitazione forno Ariete: perché i forni a conchiglia sono così efficaci
Il forno Ariete e gli altri forni a conchiglia sono elettrodomestici pensati specificamente per cuocere la pizza napoletana. Hanno una forma a cupola (da cui il nome “conchiglia”) che ricorda i forni a legna tradizionali. Questa cupola non è solo estetica: serve a trattenere e irradiare il calore in modo uniforme sulla pizza.
La pietra refrattaria alla base accumula calore e lo trasmette dal basso, mentre la cupola riflette il calore dall’alto. Questo sistema di cottura a doppio irraggiamento permette di cuocere la pizza in modo perfetto: base croccante, condimenti cotti al punto giusto e cornicione gonfio e morbido.
Il segreto sta nella temperatura: raggiungere almeno 350°C è fondamentale per una pizza napoletana lunga lievitazione forno Ariete perfetta. A questa temperatura la pizza cuoce in 3-4 minuti, esattamente come nei forni professionali. Una cottura così veloce impedisce alla pizza di seccarsi e crea quella texture inconfondibile della vera pizza napoletana.
Come usare il termometro laser
Un termometro laser è lo strumento indispensabile per lavorare con il forno a conchiglia. Prima di infornare ogni pizza, punta il laser sulla pietra refrattaria: deve segnare almeno 350°C. Se la temperatura è troppo bassa, la pizza cuocerà più lentamente e si seccherà. Se è troppo alta (oltre 400°C), rischi di bruciare la base prima che il cornicione sia cotto.
Dopo ogni pizza, controlla sempre la temperatura prima di infornare la successiva. Con un forno a un piano, servono circa 4 minuti per far risalire la temperatura a 350°C.
Impasto pizza napoletana lunga lievitazione: il segreto del cornicione perfetto
La pizza napoletana lunga lievitazione forno Ariete richiede un impasto ad alta idratazione, con circa il 65% di acqua rispetto alla farina, combinato con una maturazione di in frigorifero. L’alta percentuale di acqua crea una struttura alveolata all’interno dell’impasto, con tante piccole bolle d’aria che durante la cottura nel forno Ariete si espandono creando quel cornicione alto, leggero e pieno di alveoli tipico della vera pizza napoletana.
Il mix di farine giusto
La combinazione di tre farine diverse non è casuale:
- Farina 00 ad alta idratazione (W330-350): è una farina di forza che assorbe molta acqua e sviluppa una rete glutinica robusta. È la base dell’impasto e permette di gestire l’alta idratazione senza che l’impasto diventi troppo appiccicoso.
- Farina tipo 2: è una farina integrale che aggiunge sapore intenso, colore scuro e rusticità all’impasto. È più ricca di fibre e nutrienti rispetto alle farine raffinate. Contribuisce a una doratura più pronunciata.
- Semola rimacinata: dona alla pizza quel colore giallo caratteristico e una texture leggermente più robusta. Aiuta anche a gestire l’umidità dell’impasto.
Questo mix crea un equilibrio perfetto tra estensibilità (la capacità dell’impasto di allargarsi senza rompersi) e tenacità (la capacità di trattenere i gas della lievitazione).
Il metodo dell’autolisi
L’autolisi è una tecnica professionale che migliora nettamente la qualità dell’impasto. Si inizia mescolando solo parte della farina con acqua e olio, poi si lascia riposare per 10 minuti. In questa fase la farina si idrata completamente e inizia spontaneamente a sviluppare il glutine, senza bisogno di impastare.
Quando poi aggiungi gli altri ingredienti, l’impasto richiede meno lavoro meccanico per incordare, risulta più elastico e più facile da stendere. In pratica, ottieni un impasto migliore con meno fatica.
Malto o zucchero?
Il malto è la scelta preferibile per la pizza napoletana. Non è solo una questione di gusto: il malto contiene zuccheri complessi che vengono metabolizzati lentamente dai lieviti durante la lunga lievitazione, garantendo una fermentazione costante. Inoltre, il malto favorisce la doratura della crosta grazie alla reazione di Maillard, creando quel colore bruno dorato tipico della pizza napoletana ben cotta.
Lo zucchero bianco funziona comunque bene come alternativa e rende l’impasto leggermente più dolce. È perfetto se non hai il malto a portata di mano.
La lunga lievitazione: perché fa la differenza
Questa ricetta prevede una doppia lievitazione:
- Prima lievitazione a temperatura ambiente (4 ore): l’impasto comincia a lievitare e sviluppa i primi aromi. In genere la sera prepari l’impasto (ad esempio alle 18:00) e alle 22:00 lo dividi in panetti. In estate (temperature sopra 25°C) riduci a 2-3 ore per evitare che l’impasto inacidisca.
- Seconda lievitazione in frigorifero (20-72 ore): il freddo rallenta l’attività dei lieviti ma favorisce la maturazione enzimatica. Gli enzimi scompongono le proteine e gli amidi in molecole più semplici, rendendo l’impasto più digeribile e sviluppando aromi complessi. Il tempo minimo è dalla sera in cui metti i panetti in frigo (22:00) fino al pomeriggio del giorno dopo quando li tiri fuori per farli tornare a temperatura ambiente (18:00-19:00), circa 20-22 ore.
Più a lungo lasci maturare l’impasto in frigorifero (minimo 20-22 ore, massimo 3-4 giorni), più sarà profumato, digeribile e facile da stendere. La lunga maturazione trasforma un impasto casalingo in un impasto che non ha nulla da invidiare a una pizzeria professionale.
Perché usare contenitori ermetici per i panetti
Dopo la prima lievitazione, dividi l’impasto in panetti e riponili in contenitori ermetici leggermente unti. Questo metodo ha tre vantaggi:
- Previene la formazione di crosta: l’impasto resta morbido e umido, facile da stendere.
- Mantiene i gas: i contenitori chiusi trattengono l’anidride carbonica prodotta dai lieviti, che crea le bolle nel cornicione.
- Facilita lo stoccaggio: puoi impilare i contenitori in frigorifero e i panetti restano protetti e organizzati.
Il trucco della mozzarella scolata
La mozzarella per pizza che trovi al supermercato (quella a bassa umidità) è comoda ma francamente poco saporita. La mozzarella vera, quella di qualità, ha un sapore incomparabilmente migliore e una texture più cremosa. Il problema è che contiene molta più acqua: se la metti direttamente sulla pizza, rischi di ritrovarti con una pozzanghera al centro dopo la cottura.
Con il metodo che ti spiego puoi usare mozzarella di qualità senza il problema dell’acqua in eccesso. La sera prima taglia la mozzarella a fette spesse circa mezzo centimetro e disponile su un colino appoggiato su una ciotola. Lascia in frigorifero tutta la notte: l’acqua della mozzarella colerà via e il giorno dopo avrai una mozzarella saporita che si fonderà senza rilasciare liquido. Usa entro 24 ore dalla scolatura per mantenere freschezza e sapore ottimali.
Fiordilatte: la scelta da pizzeria
Se vuoi portare la tua pizza a un livello ancora superiore, usa la mozzarella fiordilatte
La fiordilatte ha tre vantaggi:
- Sapore delicato ma presente: non copre il sapore degli altri ingredienti ma aggiunge cremosità e dolcezza.
- Filatura perfetta: si scioglie in modo uniforme creando quella filatura elastica tipica della pizza napoletana.
- Contenuto di grassi bilanciato: abbastanza per dare sapore e morbidezza, ma non così tanto da rendere la pizza pesante o oleosa.
Nelle pizzerie napoletane si usa quasi sempre fiordilatte proprio per questi motivi.
La stesura: come ottenere il cornicione perfetto
Il momento di stendere la pizza in casa è delicato, ma con la giusta tecnica e un po’ di pratica diventa semplice. Partiamo dalle basi: va steso solo con le mani, mai con il mattarello.
Ecco come fare:
- Togli il panetto dal frigo almeno 2-3 ore prima: deve tornare a temperatura ambiente per essere estensibile. Se la cucina è molto fredda (sotto i 18°C), lascialo fuori anche 4 ore.
- Spargi il piano con semola: non viene assorbita dall’impasto e scivola meglio sulla pala.
- Lascia cadere il panetto delicatamente sul piano: capovolgi il contenitore e lascia che l’impasto scivoli fuori da solo. Questo preserva le bolle d’aria che si sono sviluppate.
- Stendi dal centro verso l’esterno: premi con i polpastrelli dal centro verso i bordi, lasciando sempre un bordo di 2 cm intatto. Questo bordo diventerà il cornicione.
- Non toccare mai il bordo: se schiacci il bordo, elimini le bolle d’aria e il cornicione non si gonfierà.
- Allarga ruotando: gira la pizza e continua ad allargarla con movimenti delicati fino a raggiungere massimo 30 cm di diametro. Non spingerti oltre, altrimenti il cornicione tocca i bordi del forno Ariete e brucia.
L’impasto deve essere sottile al centro (3-4 mm) e con un cornicione spesso circa 1,5-2 cm.
Cottura pizza napoletana forno Ariete: regole d’oro per la lunga lievitazione
Regola 1: Preriscalda bene
Accendi il forno almeno 15-20 minuti prima di infornare. La pietra refrattaria ha bisogno di tempo per accumulare calore. Controlla con il termometro laser: deve segnare almeno 350°C.
Regola 2: Apri il meno possibile
La cupola del forno a conchiglia è progettata per trattenere il calore. Ogni volta che apri il coperchio, disperdi calore prezioso e la temperatura cala rapidamente. Solleva il coperchio solo di 5 cm, lo spazio minimo per far scivolare la pizza dentro con la pala.
Regola 3: Non aprire per 3 minuti
Dopo aver infornato, non toccare il forno per almeno 3 minuti. Questo è fondamentale. Il calore deve lavorare indisturbato per far gonfiare il cornicione e cuocere la base. Dopo 3 minuti, se vuoi, puoi aprire brevemente il coperchio per qualche centimetro e ruotare la pizza di 180° con una paletta di legno per uniformare la cottura (a volte i fornetti hanno sempre qualche zona più calda).
Regola 4: 4 minuti totali
La pizza è pronta dopo 4 minuti totali di cottura. Se la lasci di più, si secca. Se la togli prima, rischi che sia cruda al centro.
Regola 5: Ripristina la temperatura
Tra una pizza e l’altra, aspetta che il forno torni a temperatura. Controlla con il termometro laser: deve essere sopra i 350°C. Di solito servono circa 4 minuti. Se infili la pizza successiva con il forno troppo freddo, non cuocerà bene, anche se prolungherai il tempo di cottura.
Problemi Comuni e Come Risolverli
Anche seguendo la ricetta alla lettera, possono capitare intoppi. Qui ti spiego i problemi più frequenti che ho incontrato e le soluzioni che funzionano davvero.
L’impasto non incorda e resta appiccicoso
Cause:
- La farina 00 che hai usato non è abbastanza forte (W troppo basso, sotto i 300)
- Hai aggiunto tutta l’acqua troppo velocemente senza dare tempo alla farina di assorbirla
- La temperatura dell’ambiente è troppo alta e l’impasto si scalda durante la lavorazione
Soluzioni:
Aggiungi 20-30g di farina 00 gradualmente mentre continui a impastare. Non buttare via tutto e non scoraggiarti: è normalissimo dover aggiustare l’idratazione in base alla farina. Ogni marca assorbe diversamente.
Se l’impasto si scalda troppo (oltre 26-27°C), fermati, copri la ciotola e metti in frigorifero per 15 minuti, poi riprendi a impastare.
Il cornicione non si gonfia durante la cottura
Cause:
- Hai schiacciato il bordo durante la stesura
- La temperatura del forno è troppo bassa (sotto i 330°C)
- L’impasto non ha lievitato abbastanza (panetti troppo freddi o maturazione insufficiente)
- Hai steso la pizza con il mattarello invece che con le mani
Soluzioni:
Quando stendi la pizza, lavora sempre e solo dal centro verso l’esterno e lascia un bordo di 2 cm completamente intatto. Non passarci mai sopra con le mani.
Controlla la temperatura del forno con il termometro laser prima di infornare: deve segnare almeno 350°C. Togli i panetti dal frigorifero 2-3 ore prima, non 30 minuti: devono tornare completamente a temperatura ambiente.
Pizza bruciata sotto e cruda sopra
Cause:
- Forno troppo caldo (oltre 400°C sulla pietra)
- Pizza troppo sottile al centro
- Troppo condimento che appesantisce l’impasto e rallenta la cottura della superficie
Soluzioni:
Se il forno supera i 380-400°C, spegnilo e lascia calare la temperatura a 350-360°C prima di infornare.
Quando stendi la pizza, controlla lo spessore: al centro deve essere 3-4 mm, non di meno. Usa la passata con moderazione (40g per pizza, massimo 50g) e scola bene la mozzarella.
L’impasto si rompe quando lo stendo
Cause:
- Panetti ancora troppo freddi di frigorifero
- Maturazione troppo lunga (oltre 4 giorni) che ha indebolito la maglia glutinica
- Hai tirato l’impasto invece di premere con i polpastrelli
Soluzioni:
Assicurati che i panetti siano fuori dal frigorifero da almeno 2 ore. Se l’impasto ha più di 3 giorni, usalo il prima possibile.
Durante la stesura non tirare mai l’impasto: premi delicatamente dal centro verso l’esterno con movimenti rotatori. Se continua a rompersi, lascialo riposare altri 15 minuti coperto prima di riprovare.
L’impasto non lievita nella prima lievitazione
Cause:
- Lievito scaduto o morto (conservato male)
- Temperatura ambiente troppo bassa (sotto i 18°C)
- Hai messo il sale a diretto contatto con il lievito all’inizio dell’impasto
Soluzioni:
Testa sempre il lievito prima di usarlo: scioglilo in acqua tiepida con un pizzico di zucchero e aspetta 5-10 minuti. Se non fa schiuma, è morto e va sostituito.
Se la casa è fredda, metti la ciotola nel forno spento con solo la luce accesa: crea un ambiente a 24-26°C perfetto per lievitare. Ricorda di aggiungere il sale sempre alla fine, mai insieme al lievito.
La pizza diventa gommosa dopo 2 minuti
Cause:
- Cottura troppo lenta (forno sotto i 300°C)
- Impasto troppo idratato che non è stato lavorato abbastanza
- Troppa farina tipo 2 o semola che rendono l’impasto più tenace
Soluzioni:
La pizza napoletana vera cuoce in 3-4 minuti a 350°C minimo. Se il tuo forno non arriva a questa temperatura, riduci l’idratazione al 60% (220g di acqua invece di 245g) per compensare.
Assicurati di impastare fino a completo incordamento: l’impasto deve essere liscio, elastico e avvolgersi attorno al gancio.
La mozzarella rilascia troppa acqua sulla pizza
Cause:
- Mozzarella non scolata a sufficienza
- Mozzarella aggiunta troppo abbondante
- Mozzarella messa troppo al centro senza lasciare spazio per far evaporare l’umidità
Soluzioni:
Scola sempre la mozzarella la sera prima come spiego nella ricetta. Usa massimo 100g di mozzarella per pizza (80g è l’ideale).
Distribuiscila a pezzetti lasciando spazi vuoti, non coprire tutta la superficie: durante la cottura si scioglierà e si spanderà da sola. Mai mettere un blocco unico al centro.
Ingredienti
- Acqua fredda di frigorifero245 g
- Lievito di birra fresco2 g
- Malto d'orzooppure zucchero1/2 cucchiaino
- Farina 00 per pizza ad alta idratazioneW330-350180 g
- Farina tipo 2100 g
- Semola rimacinata100 g
- Olio extravergine di oliva12 g
- Sale fino12 g
- Passata di pomodoro80 g
- Mozzarella scolata200 g
- Olio extravergine di olivaq.b.
- Saleq.b.
- Origano essiccatoq.b.
Procedimento
Impasto con autolisi
- Nella ciotola dell’impastatrice versa metà dell’acqua fredda, metà della farina 00 ad alta idratazione e tutto l’olio.
- Aziona l’impastatrice a velocità bassa fino ad amalgamare. Copri e lascia riposare 10 minuti (autolisi).
- Nel frattempo sciogli il lievito nella restante acqua fredda, aggiungi il malto e lascia attivare.
- Dopo 10 minuti, aggiungi all’impasto metà dell’acqua con lievito e la restante farina 00 ad alta idratazione. Impasta a velocità 1 fino ad assorbimento completo.
- Aggiungi un altro po’ di acqua con lievito e tutta la farina tipo 2. Continua a impastare a velocità 1 fino a completo assorbimento.
- Aggiungi la restante acqua con lievito, tutta la semola rimacinata e tutto il sale. Impasta a velocità 1 fino a completo assorbimento. (Contrariamente a credenze comuni, il sale non uccide i lieviti: puoi aggiungerlo insieme agli altri ingredienti senza problemi.)
- Aumenta leggermente la velocità e lavora per 8-10 minuti fino a incordare: l’impasto deve staccarsi dalle pareti, avvolgersi attorno al gancio e risultare liscio ed elastico.
Prima lievitazione
- Copri la ciotola e lascia lievitare a temperatura ambiente (20-22°C) per 4 ore (ad esempio dalle 18:00 alle 22:00 di sera). L’impasto dovrebbe quasi raddoppiare.
- Variante estate: Se la temperatura ambiente supera i 25°C, riduci a 2-3 ore la prima lievitazione per evitare che l’impasto inacidisca. Oppure metti la ciotola in un punto più fresco della casa.
Preparazione panetti
- Rovescia l’impasto su un piano infarinato, pesalo e dividilo in porzioni uguali.
- Forma palle ben chiuse: piega i lembi verso il centro, capovolgile e falle roteare sul piano con il palmo per creare tensione superficiale.
- Riponi ogni panetto in un contenitore ermetico leggermente unto con olio.
- Chiudi e trasferisci in frigorifero per almeno 20-22 ore (minimo dalla sera alle 22:00 fino al pomeriggio del giorno dopo alle 18:00-19:00), fino a un massimo di 72 ore.
Preparazione mozzarella (sera prima)
- La sera prima della cottura taglia la mozzarella a fette spesse 0,5-0,8 cm.
- Disponile su un colino sopra una ciotola e riponi in frigorifero a scolare.
- Usa entro 24 ore dalla scolatura per mantenere freschezza e sapore ottimali.
Stesura e farcitura
- Il giorno della cottura, togli i panetti dal frigorifero almeno 2-3 ore prima, fino a 4 ore se la cucina è fredda. L’impasto deve tornare morbido ed estensibile.
- Cospargi il piano con semola, capovolgi un contenitore e lascia scivolare l’impasto.
- Stendi la pizza con le mani dal centro verso l’esterno, premendo con i polpastrelli e lasciando un bordo di 2 cm intatto. Obiettivo: massimo 30 cm di diametro (non di più, altrimenti il cornicione tocca i bordi del forno e brucia), spessore 3-4 mm al centro.
- Trasferisci su una pala infarinata di semola e farcisci: passata, sale, mozzarella scolata, olio, origano, altri condimenti a piacere.
Cottura nel forno a conchiglia
- Accendi il forno a conchiglia 15-20 minuti prima. Controlla con termometro laser che la pietra raggiunga almeno 350°C.
- Apri il forno al massimo di 5 cm (giusto lo spazio per infornare) e fai scivolare la pizza sulla pietra con un movimento secco.
- Chiudi e non aprire per 3 minuti. Il calore farà gonfiare il cornicione e cuocere la base.
- Dopo 3 minuti, apri brevemente e ruota la pizza di 180° con una paletta di legno per uniformare la cottura.
- Cuoci per un altro minuto. Tempo totale: 4 minuti.
- Sforna e aggiungi eventuali condimenti a crudo (basilico fresco sulla margherita, rucola, pomodorini freschi, scaglie di grana vegetale, ecc.)
- Prima di infornare la pizza successiva, controlla con il termometro laser che il forno sia tornato a 350°C (servono circa 4 minuti di attesa).
Note: Il malto è preferibile allo zucchero per una doratura migliore e un sapore più complesso. Controlla sempre la temperatura con il termometro laser prima di ogni pizza. Apri il forno il meno possibile per non disperdere calore: solleva il coperchio solo di 5 cm. I panetti in frigo si conservano 3-4 giorni e più maturano, più saranno digeribili.
Domande Frequenti
- Posso usare farina 00 normale invece di quella ad alta idratazione?
Puoi, ma il risultato sarà diverso. Le farine normali assorbono meno acqua, quindi dovrai ridurre l'idratazione a circa 55-60%, ottenendo un impasto meno alveolato e un cornicione meno pronunciato. Se usi farina normale, parti con 200g di acqua invece di 245g e aggiungi gradualmente se serve.
- Si può congelare l'impasto?
Sì, i panetti si possono congelare dopo la prima lievitazione. Congelali nei contenitori ermetici e conservali per massimo 1 mese. Per usarli, spostali in frigorifero la sera prima (scongelamento lento), poi toglili dal frigorifero 2-3 ore prima di stenderli.
- Quanto dura l'impasto in frigorifero?
I panetti si conservano benissimo per 24-72 ore. Puoi spingerti fino a 4 giorni. Oltre, l'impasto diventa troppo acido e perde struttura. L'ideale è tra 48 e 72 ore di maturazione.
- Posso fare la pizza senza forno a conchiglia?
Con un forno domestico normale è più difficile ottenere lo stesso risultato, perché difficilmente supera i 250-280°C. Se usi il forno normale, inforna la pizza sulla pietra refrattaria alla massima temperatura (modalità statica) e cuoci per 6-8 minuti. Il risultato sarà comunque buono, ma non avrà la stessa texture della pizza cotta a 350°C.
- La pizza può essere preparata senza impastatrice?
Sì, puoi impastare a mano. Mescola gli ingredienti in una ciotola, poi trasferisci su un piano e lavora l'impasto con la tecnica dello schiaffo e piega (slap and fold) per 10-15 minuti fino a incordarlo. Richiede un po' più di fatica ma funziona perfettamente.
- Come faccio a capire se l'impasto ha incordato?
L'impasto è ben incordato quando si stacca completamente dalle pareti della ciotola, si avvolge attorno al gancio dell'impastatrice, risulta liscio e lucido, e se lo tocchi con un dito è morbido ed elastico ma non appiccicoso. Se tiri un pezzetto di impasto, dovrebbe allungarsi senza rompersi.


